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Il riscaldamento globaleEmilio MartinesOttobre 20031. IntroduzioneIl riscaldamento globale, dovuto all'effetto serra, costituisce una delle principali minacce di carattere ecologico che incombono sull'umanità. La principale autorità scientifica in tema di riscaldamento globale è il Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), un gruppo di centinaia di ricercatori che include i massimi esperti del settore. Questo organismo è stato creato nel 1988 dai governi mondiali sotto l'egida dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). I dati riportati in questo testo sono estratti dai rapporti che l'IPCC produce con cadenza quinquennale, l'ultimo dei quali, uscito nel 2001, è disponibile qui (in inglese), e da altre pubblicazioni scientifiche. 2. Il riscaldamento del pianetaLa temperatura media della Terra, che negli ultimi 1000 anni era stata circa costante (con una leggera tendenza al raffreddamento), nel corso del XX secolo è aumentata di 0,6 gradi. Considerando dati raccolti dal 1861 a oggi, gli anni tra il 1990 e il 2000 sono stati la decade più calda, e il 1998 l'anno più caldo in assoluto (ma forse questo record sarà battuto dal corrente anno 2003).
Questa tendenza può essere osservata nel grafico riportato qui sopra, che mostra la variazione di temperatura rispetto a un valore di riferimento al variare dell'anno, per il periodo dall'anno 1860 al 2000. Si vede chiaramente l'aumento di temperatura, sempre più rapido, che inizia intorno al 1900. In conseguenza di questo riscaldamento si sono già avute coneguenze notevoli: la copertura nevosa è diminuita del 10% dal 1960 a oggi, si è avuto un ritiro generalizzato dei ghiacciai e il livello dei mari, a causa dello scioglimento dei ghiacci polari, è cresciuto di 10-20 cm nel corso del XX secolo. 3. Legame tra riscaldamento globale ed emissioni di gas-serraNonostante alcune voci dissenzienti, è ormai assodato che la ragione del progressivo riscaldamento del pianeta risiede nell'opera dell'uomo. Attraverso l'immissione nell'atmosfera di certi gas, il principale dei quali è l'anidride carbonica (indicata spesso con la sua formula chimica, CO2), l'uomo ha incrementato il cosiddetto effetto serra, un effetto già naturalmente presente. In pratica, questi gas-serra consentono alla radiazione solare di raggiungere la superficie terrestre, ma ne ostacolano parzialmente la riemissione verso lo spazio, comportandosi proprio come i vetri di una serra. L'opera dell'uomo sta rendendo questi "vetri" sempre più efficaci, con le conseguenze descritte sopra. Oltre alla CO2, che viene prodotta in tutti i processi di combustione, altri gas-serra sono il metano, prodotto in grandi quantità nell'allevamento del bestiame (gas intestinali) e nella fermentazione delle sostanze organiche (ad esempio quando la componente umida dei rifiuti finisce in discarica), l'ossido nitroso (prodotto in agricoltura in seguito all'uso intensivo di fertilizzanti azotati, nonché nelle marmitte catalitiche delle automobili) e vari gas usati nell'industria, specialmente nella produzione di frigoriferi e condizionatori. Qui ci concentriamo sulla CO2, che è il principale responsabile del riscaldamento indotto dall'uomo, e anche quello le cui emissioni sono più difficili da ridurre, come vedremo. Attraverso l'effettuazione di trivellazioni nei ghiacci antartici, è stato possibile ricostruire il contenuto di CO2 nell'atmosfera e la temperatura terrestre negli ultimi 400.000 anni. I risultati sono mostrati nella figura che segue (la CO2 sopra e la temperatura sotto) in funzione della distanza in anni dal tempo presente. Si vede chiaramente che le due curve sono molto simili, cioè esiste una chiara correlazione tra il contenuto di CO2 nell'atmosfera e la temperatura media della Terra. Si può anche osservare che il massimo valore di concentrazione di CO2 raggiunto negli ultimi 400.000 anni (tralasciando l'ultimo secolo) è stato di 300 ppm (parti per milione).
4. Le emissioni di gas-serra dovute all'uomoLa figura che segue mostra la concentrazione di CO2 nell'atmosfera negli ultimi 1100 anni (dal 900 DC a oggi) nel riquadro a sinistra, e il dettaglio relativo agli ultimi 150 anni nel riquadro a destra. Si vede che prima della rivoluzione industriale (intorno al 1850) la concentrazione di CO2 era stabile, con un valore di circa 280 ppm (parti per milione). A partire dall'inizio della rivoluzione industriale l'uso sempre crescente di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) ha portato a un incremento sempre più rapido della concentrazione di CO2, fino a raggiungere il valore attuale di 370 ppm. Questo valore è maggiore dei 300 ppm citati nel paragrafo precedente. In effetti, si tratta del valore più elevato che si sia avuto negli ultimi 20 milioni di anni!
Il confronto tra questa figura e quella relativa al recente aumento della temperatura terrestre conferma la correlazione osservata con le misure effettuate sui ghiacci antartici. In realtà però, mentre le variazioni avvenute naturalmente in ere passate si sono verificate in modo graduale, su tempi dell'ordine di molte migliaia di anni, consentendo agli esserei viventi di adattarsi progressivamente, il cambiamento indotto dall'uomo è avvenuto nell'arco di poco più di un secolo, e procede a un ritmo sempre crescente. Questo ha conseguenze gravissime per tutte le forme di vita presenti sulla terra. 5. Le probabili conseguenze del riscaldamento globaleLa prima, ovvia conseguenza è che fa sempre più caldo: le estati diventano progressivamente più torride, e gli inverni meno freddi. In media, tra il 1950 e il 1993 le temperature minime notture sono aumentate di 0,2 gradi per decennio, e le massime diurne sono aumentate di 0,1 gradi per decennio. In particolare, è già stato riscontrato che animali e vegetali tendono a spostarsi progressivamente verso nord, tentando di "inseguire" il clima a loro più congeniale. Questo effetto che sta portando alle nostre latitudini animali e parassiti un tempo assenti. Le proiezioni dell'IPCC, che alcuni giudicano eccessivamente prudenti, dicono che nel corso di questo secolo, in assenza di misure atte a contrastare l'immissione di gas-serra in atmosfera, si avrà un innalzamento della temperatura globale compreso tra 1,4 gradi e 5,8 gradi, e questo causerà un innalzamento dei mari compreso tra 9 e 88 cm. Questo innalzamento segnerà la fine per moltissime comunità costiere, o addirittura di interi stati, la perdita di milioni di ettari di terreno coltivabile, e innesecherà migrazioni di massa su una scala mai vista nella storia dell'uomo. Oltre alle semplici conseguenze dell'innalzamento della temperatura media, occorre poi considerare che la presenza di una maggiore quantità di energia nell'atmosfera innescherà fenomeni meteorologici estremi, come uragani, inondazioni, siccità, di proporzioni e con frequenza sempre maggiori. Di ciò sono già avvertibili le prime avvisaglie, come mostra anche il grafico seguente, in cui è riportato il numero di cicloni registrato a livello mondiale dal 1840 a oggi, numero che risulta in crescita ad un ritmo sempre maggiore.
In conclusione, è possibile affermare che il riscaldamento globale, oltre ad aumentare le estinzioni delle specie animali e vegetali già innsecate dalle attività umane, potrebbe essere all'origine di disastri di proporzioni senza precedenti, con un bilancio elevatissimo in termini di vite umane. È quindi chiaro che occorre agire per arrestare e poi invertire il fenomeno del riscaldamento globale, così da salvaguardare il nostro futuro e ancor più quello dei nostri figli. 6. Che fare?Come si è visto, la causa principale del riscaldamento globale è la CO2, che viene prodotta principalmente nella combustione di carbone, petrolio e suoi derivati e gas naturale. È chiaro quindi che occorre ridurre l'uso di questi combustibili. I paesi industrializzati, che sono i maggiori responsabili delle emissioni di CO2 e altri gas serra, hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto, attraverso il quale si impegnano a ridurre entro il 2010 le proprie emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990. Purtroppo anche questo impegno, che è in realtà assolutamente insufficiente a fronteggiare la situazione e costituisce solo un primo, debole passo, si sta in pratica rivelando di difficile realizzazione. In particolare, gli Stati Uniti si sono rifiutati di ratificare il protocollo, e anche la Russia, il cui contributo è determinante per consentire l'entrata in vigore del protocollo, si sta mostrando restia a ratificarlo. È quindi necessaria una forte spinta dal basso per convincere i politici della necessità di attuare serie misure di controllo delle emissioni. A questa azione è opportuno aggiungere una serie di misure da attuarsi a livello locale per iniziare sin da subito la riduzione delle emissioni. Senza voler entrare nel dettaglio delle modalità attuative, citiamo un elenco (non esaustivo) di obiettivi:
Notiamo che in particolare il problema dei trasporti è critico: nei prossimi anni si prevede che la maggior parte dell'aumento delle emissioni europee sarà dovuto al settore dei trasporti. |
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